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Fine del Pliocene: la Valle del Tevere è sommersa dal mare. Il Monte Soratte e i Monti Cornicolani sono isole. Questa fase è oggi testimoniata dalle sabbie ed argille contenenti fossili di organismi marini.  (Disegno di Francesca Santaniello) Pleistocene Medio (circa 900 mila anni fa): la valle del Tevere è emersa. Sono presenti diverse zone paludose e un grande fiume, il Paleotevere, che scorreva secondo un percorso molto diverso da quello del Tevere attuale. Pleistocene Medio (circa 600 mila anni fa): inizia una attività vulcanica molto intensa che è destinata a modificare profondamente la geografia e l’assetto del territorio. I due vulcani che maggiormente hanno interessato l’area della Valle del Tevere, depositando in enormi quantità i loro prodotti (soprattutto rocce piroclastiche come i Tufi) sono stati il Vulcano Laziale (gli attuali Colli Albani) e il Vulcano Sabatino (oggi l’area del lago di Bracciano). (Disegno di Francesca Santaniello) Fine del Pleistocene (circa 20 mila anni fa): il Vulcano Laziale e il Vulcano Sabatino non sono più attivi. In corrispondenza della fine dell’ultima glaciazione si verifica un forte abbassamento del livello del mare che provoca l’aumento della capacità di erosione delle acque fluviali, che incidono ampie valli. E’ in questa fase che si forma il paesaggio attraversato dal fiume Tevere che vedrà, migliaia di anni dopo, la costruzione della città di Roma. (Disegno di Francesca Santaniello)
Olocene (circa 10.000 anni fa) (Disegno di Francesca Santaniello)
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