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Nel Pleistocene diverse specie di iena hanno popolato la penisola italiana. Tutte hanno avuto un importante ruolo ecologico come “spazzini”, ma anche come predatori attivi. Caratteristiche All’inizio del Pleistocene, 1milione e 800mila anni fa, l’Europa era popolata da una iena di dimensioni notevoli, grande quanto un leone, che i paleontologi hanno chiamato Pachycrocuta brevirostris. Questo carnivoro aveva zampe robuste, un collo massiccio e un cranio possente dotato di grandi denti conici, in grado di frantumare ossa. Questa iena, infatti, si cibava in prevalenza delle carcasse di animali che contendeva ad altri grandi predatori. Pachycrocuta brevirostris, nel corso del Pleistocene, è affiancata e poi sostituita dalla iena macchiata Crocuta crocuta che, pur nutrendosi di carcasse, svolge in molti casi anche il ruolo di predatore attivo. Gruppo di iene macchiate Crocuta crocuta a caccia (Foto Raniero Massoli Novelli) Fossili La grande Pachycrocuta brevirostris diviene assai rara e si estingue circa 800mila anni fa. Alcuni resti fossili riferibili a questo animale sono stati scoperti a Redicicoli. La sua posizione ecologica viene occupata da un’altra iena entrata in Europa dall’Africa: Crocuta crocuta intermedia. Si tratta di una forma arcaica dell’attuale iena macchiata, che, nella parte finale del Pleistocene (circa 100mila anni fa) diviene un animale assai comune anche in Italia con una sottospecie denominata Crocuta crocuta spelaea. Inoltre, in un livello fossilifero datato circa 500mila anni fa affiorante al 2° km del Grande Raccordo Anulare, è stato trovato un dente riferibile ad una iena affine all’attuale iena striata e denominata Hyaena prisca. Anche se non tutti gli studiosi concordano sulla classificazione di questa specie, il reperto testimonia la presenza nella parte centrale del Pleistocene di almeno due specie di iena diverse.
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