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MAMMUTH Nel corso delle fasi di raffreddamento climatico che hanno caratterizzato l’era Quaternaria hanno fatto il loro ingresso nella penisola italiana animali provenienti da regioni settentrionali dell’Eurasia talvolta completamente ricoperte dai ghiacciai. Nel corso dell’ultimo milione di anni diverse specie di mammuth hanno popolato l’Italia e, in particolare, hanno lasciato resti fossili in quello che oggi è il territorio della provincia di Roma. La specie meglio rappresentata è Mammuthus chosaricus, vissuta alla fine del Pleistocene Medio, circa 200mila anni fa. Caratteristiche Proboscidato alto circa 3,5 m alla spalla, che in piccoli branchi popolava gli spazi aperti. Presentava un cranio alto, con caratteristiche zanne ricurve, molari laminati, atti a triturare i coriacei vegetali delle praterie. Infatti, come gli odierni elefanti, anche i mammuth presentano un unico grande molare per ogni lato della mascella e della mandibola che, nel corso del tempo, viene sostituito da un nuovo dente. I molari dei mammuth presentano un numero di lamine più elevato di quello degli elefanti; ciò è da mettere in relazione alla differente dieta, costituita dalle piante di steppa, con maggiore contenuto in silice e quindi più coriacee di quelle di foresta. Ricostruzione di Mammuthus chosaricus (da THENIUS, 1954) Fossili Bacino di Mammuthus chosaricus durante gli scavi, Via Flaminia (Archivio C. Petronio, Università “La Sapienza”, Roma). Zanne di Mammuthus chosaricus durante gli scavi, Via Flaminia (Archivio C. Petronio, Università “La Sapienza”, Roma).
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