|
Nel Pleistocene gli orsi sono relativamente comuni in Italia con tre linee evolutive distinte: quella degli orsi delle caverne, quella degli orsi bruni e quella degli orsi neri eurasiatici. La linea evolutiva degli orsi bruni porta alla specie attuale Ursus arctos che fa la sua comparsa in Italia circa 450mila anni fa. Pur essendo onnivoro, l’orso bruno ha una dentatura che indica una maggiore predisposizione a nutrirsi di carne in confronto agli orsi delle caverne. Oggi l’orso bruno è presente in Italia sulle Alpi e in Abruzzo.  L’orso bruno Ursus arctos (Foto Raniero Massoli Novelli) Caratteristiche Gli orsi si adattano ad ambienti e stili alimentari diversi nel corso del Pleistocene. Lo studio delle morfologie dei denti fornisce utili indicazioni in tal senso ai paleontologi. Accanto agli orsi neri eurasiatici (Ursus thibetanus), onnivori di dimensioni relativamente ridotte, esistono gli orsi bruni (Ursus arctos) con una maggiore predisposizione ad una dieta carnivora e gli orsi delle caverne, orientati verso una dieta vegetariana. L’orso delle caverne Ursus spelaeus poteva raggiungere tre metri di altezza e doveva essere un potente competitore dell’uomo di Neandertal. Probabilmente la competizione avveniva più per l’occupazione dei ripari che per motivi legati alla predazione. Infatti, Ursus spelaeus aveva molari larghi, legati ad una dieta prevalentemente vegetariana.
Fossili Fino a 1milione di anni fa in Europa è presente Ursus etruscus. Da questa specie, nel corso del Pleistocene, si svilupperanno due linee evolutive distinte: la prima linea comprende Ursus deningeri (da 800-300mila anni fa) e il suo discendente Ursus spelaeus (da 300 a 20mila anni fa), noto come orso delle caverne. La presenza degli orsi neri eurasiatici in Italia è documentata da resti fossili piuttosto rari ed incompleti.
|