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PROVINCIA DI ROMA
 
Assessorato alle Politiche dell'Agricoltura e dell'Ambiente 
 
Attività realizzata nell'ambito del progetto dell'Amministrazione Provinciale di Roma
per la promozione dell'ambiente nella Provincia di Roma
Bando 2005 

 

 

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RINOCERONTE PDF Stampa E-mail
domenica 30 settembre 2007

Diverse specie di rinoceronti hanno popolato la penisola italiana nel corso dell’ultimo milione di anni. La presenza di specie diverse testimonia l’adattamento di questi ungulati a differenti condizioni ambientali. 

Caratteristiche

Le specie pleistoceniche presenti in Italia avevano caratteristiche diverse tra loro. Per dimensioni le specie fossili non si discostavano molto da quelle attuali. Il numero dei corni, cheratinici (della stessa natura dei peli) e pertanto non conservati allo stato fossile, può essere definito osservando le aree rugose presenti sulla parte anteriore del cranio e sulla fronte. Tutte le specie italiane pleistoceniche erano bicorni.

Fossili

La più antica è Stephanorhinus hundsheimensis, di dimensioni medio-grandi, con un paio di corni presenti su un cranio allungato e basso. Questa specie si estingue nella seconda parte del Pleistocene, circa 400mila anni fa, quando diventano più frequenti e diffusi Stephanorhinus hemitoechus e Stephanorhinus kirchbergensis. Entrambi di dimensioni piuttosto grandi, possedevano due corni sul muso, ma il primo era adattato ad ambiente di steppa e climi relativamente aridi, mentre il secondo era maggiormente diffuso in ambienti misti, tra boschi e radure. Entrambe queste specie si estinguono durante l’ultima glaciazione, circa 40mila anni fa, a causa delle condizioni climatiche troppo fredde. In queste fasi climatiche invece, si diffonde in Italia il rinoceronte lanoso (Coelodonta antiquitatis), proveniente dall’Europa nord-orientale.

 
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