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Capena Verso la fine del 1970, nel corso dei lavori per la costruzione della galleria lungo la linea ferroviaria Roma-Orte, venne alla luce una grande quantità di ossa, molte delle quali articolate in connessione anatomica. Il recupero dei reperti scampati alla distruzione permise di ricostruire alcuni scheletri quasi completi di specie diverse di mammiferi vissuti nel Pleistocene inferiore, in un intervallo di tempo compreso fra 1,5 e 1 milione di anni fa. Fra questi si possono ricordare un cervide (Axis eurygonos) simile al daino ed affine all'attuale cervo pomellato indiano, di cui furono recuperati parte dello scheletro di un maschio dalle lunghe corna e di una femmina (poco più piccola e senza corna). Scheletro e particolare del cranio di Axis eurygonos (Capena). Venne inoltre messo in luce uno scheletro quasi completo di un bisonte arcaico (Bison degiulii). Piccoli bisonti di questa specie migrarono in Europa dall'Asia in un momento in cui le condizioni climatico-ambientali si fecero più fredde e aride e si svilupparono quindi i grandi spazi aperti. I resti del bisonte di Capena sono, fino ad oggi, i più completi mai ritrovati appartenenti a questa specie. Bison degiulii (Museo di Paleontologia dell’Università La Sapienza di Roma)
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