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Riano All'inizio degli anni '60 fu recuperato nelle cave di farina fossile (diatomiti), originatesi in ambiente lacustre nel Pleistocene medio (circa 350 mila anni fa), un gran numero di scheletri pressoché completi in connessione anatomica. Area delle cave di Riano, prima metà degli anni ’60 (Foto P. Ambrosetti & F. Bonadonna, Archivio C. Petronio, Università “La Sapienza”, Roma). Particolare della successione geologica in una cava di Riano (Foto P. Ambrosetti & F. Bonadonna, Archivio C. Petronio, Università “La Sapienza”, Roma). Durante gli scavi (Foto P. Ambrosetti & F. Bonadonna, Archivio C. Petronio, Università “La Sapienza”, Roma). Particolare degli scavi: le ossa degli scheletri si presentano complete e articolate tra loro (in connessione anatomica) (Foto P. Ambrosetti & F. Bonadonna, Archivio C. Petronio, Università “La Sapienza”, Roma). Oltre al grande scheletro dell'elefante di foresta (Elephas antiquus), lo straordinario ritrovamento permise il recupero di tre scheletri di una sottospecie tipica di cervo (Cervus elaphus rianensis) e di un grande daino primitivo (Dama clactoniana). Lo scheletro del daino rappresenta ancora oggi forse il ritrovamento più completo e ben conservato di questa specie.
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